sabato 17 dicembre 2016

Come è nata l'idea di scrivere un romanzo.


Salve ragazzi. Come è nata l'idea di scrivere un romanzo?Ho sempre avuto la passione per la scrittura. Ho scritto saggi di psicologia, poesie, biografie, articoli scientifici e divulgativi. Alla fine, due anni orsono, ho deciso di buttarmi sulla narrativa. Sono sempre stato affascinato dai thriller, dal mistero, dalle trame complesse,  dagli ambienti delle comunità (ospedali, caserme, monasteri, carceri ecc.), dalle personalità contraddittorie. All'inizio quasi non ci credevo! Riuscire a raccontare degli avvenimenti, incastrandoli l'uno nell'altro come parti di un puzzle, costruire dei personaggi e mantenerli coerenti fino all'ultimo mi sembrava un'impresa titanica. Ma al di là di tutto ciò, mi affascinava l'idea di sorprendere il lettore, dargli un finale per nulla scontato e quindi non non deluderlo, non tradirlo.

Ho elaborato  la trama soprattutto durante la notte o mentre ero in macchina ed ascoltavo la musica di Guccini o di Vecchioni. Via via che pensavo mi venivano sempre nuove idee, lasciandomi stupefatto. Sembrava quasi che le idee raggiungessero il mio cervello da fuori, anziché il contrario.

Ho buttato su un foglio lo schema della trama. Ci ho ripensato. Mi sembrava assurda. La ho rielaborata. Poi mi sono trovato davanti al computer con una pagina bianca. Mi ha preso il panico. Avevo tutto il romanzo in mente, ma non sapevo che cosa scrivere.

E' l'angoscia che avrete sperimentato sicuramente anche voi davanti a un foglio di carta bianco, quando dovete iniziare a scrivere o a digitare, sia che si tratti di una lettera burocratica, un tema scolastico, un racconto, un romanzo.

Poi ho incominciato dal capitolo che più mi piaceva, che più mi ispirava. Non dal primo, nè dalla fine, ma dalla parte centrale. Da lì, aggiungevo gli altri capitoli, quelli iniziali e quelli finali. In questo il computer, con word, mi è stato di grande aiuto nel "montaggio" delle varie parti, nel copia e incolla. Via via che scrivevo da frase nasceva frase. Il romanzo sembrava comporsi da solo! Giunto alla fine mi accorsi che non sapevo ancora che titolo gli avrei dato. Ne avevo in mente due o tre, ma nessuno mi soddisfaceva. Ognuno mi sembrava monco e mi lasciava un po' di vuoto. Alla fine mi è balzato in mente un titolo a cui non avevo mai pensato. Ed eccolo lì: IL CHIODO NEL PUPAZZO.
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